IL PERCORSO DELLA CALCE: DAI BOSCHI AL MARE

 

Il primo documento riguardante la tradizione produttiva della calce a Cogoleto risale al 1414. Ma l’origine di tale attività deve avere radici ben più lontane.

Facilitata dalla presenza delle cave di Calcare magnesiaco vicino al mare, e dalla possibilità di ricavare combustibile per le fornaci dai vicini boschi, Cogoleto fondò gran parte della sua fortuna in età moderna ed industriale proprio sulla produzione della calce, commerciata anche a grandi distanze.

 

L’importanza storica ed economica della produzione di calcina è stata notevole nel XIX secolo, quando Cogoleto, con ben 9 fornaci, produceva calce di ottima qualità.

La stessa conformazione urbanistica del paese è il frutto del divenire nel tempo delle coltivazioni di calcare e, se le fornaci del centro storico sono ormai inglobate nel tessuto residenziale, le fornaci più periferiche rappresentano ancora, in forma monumentale, l’antica arte della calce.

 

Mentre le notizie indirette sulla civiltà dei calcinaroli sono piuttosto ampie, mancano ormai quasi del tutto le testimonianze dirette, quelle di chi ha effettivamente prodotto la calce e ne conosce davvero i segreti.

Se, infatti, scientificamente è relativamente semplice analizzare le malte e conoscerne la composizione chimica, altrettanto semplice non è ricostruire i meccanismi di produzione della calce, poiché solo menti e mani esperte sarebbero in grado di ottenere la migliore qualità, soggetta a continue variabili, dettate ogni volta da diversi fattori contingenti.

La calce di Cogoleto, in quanto ottenuta da rocce calcaree contenenti Magnesio ha dimostrato eccellenti qualità idrauliche, come quelle, analoghe, della calce prodotta a Sestri Ponente, studiata nel porto antico di Genova.

 

Proprio il toponimo “Cogoletosembra trarre origine dalla locuzione latina “coquere lithos”, vale a dire “cuocere pietre”. Nelle realizzazioni urbanistiche e nelle opere difensive, volute dalla Repubblica di Genova, spesso sono stati sottoscritti contratti per forniture di calce di Cogoleto, particolarmente apprezzata per la buona qualità.da Cogoleto partivano carichi di materiale alla volta del porto di Genova, si trattava di calce destinata ai cantieri di costruzione dell’arsenale, del Palazzo Ducale, sede del Doge e del Governo, delle mura difensive della città, di strutture assistenziali, come l’Albergo dei Poveri di Genova, o difensive.

 

I Cogoletesi per secoli hanno lavorato alla produzione della calce, prodotto finale di un lavoro che iniziava nei boschi e arrivava fino al mare: nei boschi si lavorava per procurare il legname da impiegare quale combustibile nelle fornaci, nelle cave gli operai estraevano il calcare, nelle fornaci i calcinari cuocevano il materiale proveniente dalle cave e lo trasformavano in calce, dalle spiagge partivano i leudi con carichi destinati a porti lontani.

La memoria della lavorazione della calce, fondamentale per la economia locale, resta in numerosi documenti, e soprattutto negli edifici stessi, le antiche fornaci ormai cadute in disuso ma ancora presenti sul territorio comunale. Le strutture presenti sono quelle di una volta.

Il commercio della calce, fiorente fin dal sec. XV, si è protratto vivo fino alla fine dell’Ottocento, affiancato da una nutrita flottiglia da trasporto che avviava il prodotto sulle rotte che solcavano il Mare Mediterraneo.